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COME COMBATTERE LO STRESS

combattere stressLa vita di oggi ci costringe quotidianamente a forti tensioni che si ripercuotono sul nostro organismo e sul sistema muscolo-scheletrico. Selye fu il primo che la definì come:
“una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.
La prima risposta ad un evento esterno stressante (che chiamò stressor) costituisce quella che propriamente si indica come ‘reazione di allarme’. 

Distinguiamo diverse forme di stress:
se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata si parla di “stress acuto”
se invece la fonte di stress permane nel tempo si utilizza l’espressione “stress cronico”

In molti casi gli stressor sono nocivi e possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie si parla quindi di distress.
In altri casi, invece, gli stressor sono benefici, poiché favoriscono una maggior vitalità dell’organismo; si utilizza in questo caso l’espressione eustress.

Quali sono le cause?
È tuttavia utile individuare alcuni fattori che risultano tipicamente stressanti per la maggior parte delle persone.
Molti dei grandi eventi della vita possono risultare stressanti, sia eventi piacevoli come il matrimonio, la nascita di un figlio o un nuovo lavoro, sia quelli spiacevoli come la morte di una persona cara, una separazione o il pensionamento.

Quali sono i sintomi?
Si individuano quattro categorie di sintomi da stress.
Sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, indigestione, tensione nel collo e nelle spalle, dolore allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali, fischi alle orecchie.
Sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici, atteggiamento critico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti.
Sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti.
Sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

Come interviene l’osteopatia?
Nel 2011 alcuni studi e ricerche sul sistema nervoso autonomo (quello che noi non comandiamo) e con mezzi di diagnostica PET scan, hanno osservato soggetti che avevano un’alterata attività cerebrale nelle zone del cervello responsabili della modulazione del dolore e alle reazioni di stress.
Ciò migliorava dopo trattamenti osteopatici con riduzione di livelli di cortisolo nel sangue (ormone prodotto dalle cellule del surrene, in risposta all’ormone ipofisario ACTH. Detto anche ormone dello stress) Inoltre i soggetti riferivano di aver meno dolori ed una qualità di vita migliore, affrontando in maniera diversa gli stress aggressori.

Diversi sono gli approcci.
– Approccio craniale agendo sul Sistena Cranio-Sacrale e con tecniche su zone che stimolano lo “scorrere del liquor (liquido encefalo-rachidiano dove scorrono sostanze ormonali per stimolare le difese immunitarie) e tecniche che andranno a “stimolare o inibire” l’ipofisi e il suo ormone ACTH.
– Approccio strutturale, con il “Body Adjustment” si va alla ricerca del Ritmo, Routine, Coordinazione, Vasomotricità e Visceromotricità, di tutto il sistema muscolo scheletrico, riducendone le restrizioni di movimento e quindi dolore. Nonché tecniche articolari e là dove esiste una restrizione più severa tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA).
– Digitopressione lungo tutto il sistema gangliare vertebrale, con digitopressioni lente e graduate, agendo quindi sul sistema nervoso gangliare.
– Digitopressione sui punti neurolinfatici di Chapman, con le correlazioni del sistema viscero somatico.
– Approccio linfatico, con tutto il sistema di drenaggio linfatico sia dal cranio (drenaggio dei seni venosi) che del sistema linfatico corporeo e delle stazioni linfatiche, per drenare le scorie dei metaboliti acidi accumulate.
– Approccio fasciale, quindi seguendo il movimento impercettibile del tessuto connettivo, che riveste gran parte del nostro corpo, si andrà ad elasticizzare le strutture che ricoprono muscoli e periostio, riccamente innervate e vascolarizzate.

Quali consigli suggerisce l’osteopata
Dire alla persona di “stressarsi di meno” è inutile se non a volte controproducente visto che la maggior parte di noi per esigenze personali e sociali è costretto a numerose aggressioni stressogene esterne. Ma suggerire e dare piccoli consigli su come affrontarli forse è la via migliore.
Uno di questi è fermarsi per un attimo, anche a lavoro, e concentrarsi sulla respirazione.
Distogliere lo sguardo (pc, tv, cartaceo, ecc.) e focalizzare l’attenzione ad una visione più a lungo raggio, possibilmente su una vista panoramica.
Distogliere l’attenzione ai problemi e sul per forza di cose risolverli, perché questi pensieri irrigidiscono le strutture muscolari. A volte i “problemi” nascono e servono perché nascondono altre funzioni. Sta a noi scoprirle!  Niente viene a caso.

Attività fisica
Attività all’aria aperta, come passeggiare, camminare, correre, andare in bicicletta, o addirittura andare in spiaggia per chi ne ha la possibilità, fare attività acquatiche, (Surf, Windsurf, Kitesurf) stimola endorfine, ormoni del benessere, insieme ai raggi solari e all’attivazione del respiro profondo, o camminare a piedi nudi sulla sabbia fresca o nel mare, ci fa automaticamente sentire più rilassati.
Più in generale, qualsiasi tipo di attività sportiva, purché non estremizzata, ha un effetto benefico nel trattamento dello stress.

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Ogni giorno lo staff di PT STUDIO vi farà compagnia. Buon Wellness!

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Malla

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