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REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Nonostante l’avanzamento nella medicina moderna, i problemi digestivi continuano ad essere un problema per molte persone: bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo, difficoltà di digestione, sono infatti sintomi che si riscontrano spesso nelle persone che vengono nel mio studio di osteopatia per una prima visita. 

Di base sembra qualcosa con la quale si può convivere, ma la realtà è che questi problemi testimoniano che qualcosa nel corpo non sta funzionando come dovrebbe. Tali sintomi, soprattutto il reflusso, se si trascurano negli anni possono portare anche problemi più gravi.
Il reflusso è dovuto ad un problema spesso meccanico: il “tappo” dello stomaco non chiude bene. Alcune volte può succedere che la causa sia strutturale, anatomica; nella maggior parte dei casi, invece, la causa è funzionale: il “tappo” è giusto, ma non chiude bene.
Spesso la cura per il reflusso è affidata a farmaci che danno un sollievo temporaneo, ma che nel tempo non sono risolutivi. Come dire: il “tappo” non chiude, vivo con la bottiglia dritta per non rovesciare il contenuto: una soluzione tampone, non certo comoda da portare avanti tutta la vita. 

Per fortuna però, si possono ottenere grandi risultati con l’osteopatia nel trattamento del reflusso gastroesofageo. Lo scopo dell’osteopatia in questa problematica è quello di tornare a far funzionare bene il “tappo”. Se poi al trattamento osteopatico si associa anche una valutazione della dieta e del regime alimentare fatta da un professionista del settore in poco tempo si può davvero risolvere il problema.

Il “tappo” dello stomaco è infatti una strozzatura muscolare, formata dai pilastri del diaframma. Il diaframma è quel muscolo che usiamo per respirare, ed una scorretta dinamica respiratoria può essere causa, negli anni, di disturbi come il reflusso.
Il diaframma è sottoposto a numerose tensioni, di natura viscerale (tensioni del fegato, dell’intestino, ecc..), ma anche di natura strutturale, come disfunzioni di vertebre e costole o alterazioni posturali.
Se il diaframma funziona male, faciliterà il reflusso, perché non riuscirà ad aiutare il cardias a contenere ciò che c’è dentro lo stomaco. A questo punto, ovviamente, se si inseriscono cibi grassi, acidi, o comunque fastidiosi, sarà ovviamente più facile che si scatenino i sintomi. Le tecniche viscerali dell’osteopata hanno proprio lo scopo di liberare il diaframma dalle tensioni che gli impediscono di fare il suo lavoro di “tappo” dello stomaco. In questi casi l’osteopata dovrà cercare la causa di queste tensioni, per poter assicurare un risultato che sia duraturo nel tempo. I risultati saranno ancora migliori se, dopo aver liberato il diaframma da tutte le tensioni, si insegnano al cliente esercizi di respirazione. Questi esercizi saranno mirati a imparare a usare nuovamente e correttamente il diaframma, in modo da consentirgli di svolgere correttamente il suo lavoro di contenzione. Le tecniche viscerali sono tecniche dolci, raramente dolorose, che migliorano la funzione dell’intestino, la tensione delle pareti muscolari dello stomaco e le tensioni meccaniche del diaframma.

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Malla

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